Payment Account Directive, per tutelare i clienti

Chi apre un conto corrente lo fa sempre sperando di trovare un prodotto in grado di andare incontro alle sue esigenze, sapendo in partenza che ormai i rendimenti sono praticamente azzerati da anni di tassi di interesse bassi. Il problema è che molto spesso i servizi assicurati dalla banca cui si rivolge sono praticamente inesistenti e anche molto costosi.

Proprio per cercare di tutelare la clientela degli istituti bancari, di recente è stata approvata la Payment Account Directive (PAD): di cosa si tratta?

Il trasferimento del conto deve avvenire senza disfunzioni

In particolare, la nuova normativa imposta dall’UE prevede che il trasferimento di in conto presso un’altra banca debba avvenire senza problemi. Il cliente che intenda procedere in tal senso non deve fare altro che recarsi nella nuova banca e compilare un modulo con il quale autorizza a

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Mutuo, conviene sceglierlo a tasso fisso o variabile?

Ancora una volta è stata la Banca Centrale Europea a incentivare chi intende ricorrere ad un mutuo per l’acquisto della propria abitazione. Nonostante la fine del mandato di Mario Draghi, infatti, l’istituzione monetaria di Francoforte ha già fatto sapere che perlomeno per tutto il 2019 andrà avanti con la politica dei tassi bassi ormai in auge da anni.

Una decisione che dovrebbe avere come conseguenza la decisione di ricorrere a mutui a tasso fisso, tesi ad approfittare del fatto che l’Eurirs, il parametro in base al quale vengono definiti proprio i finanziamenti fissi, si trova attualmente ai minimi storici, attestandosi per i mutui a 20 anni a 1,02% e per il trentennale all’1,07%.

Una scelta non approvata da molti esperti, ma che risponde alla voglia di sicurezza di molte persone che temono l’eventualità di un possibile rialzo dei

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Crollano i protesti in Italia

Nel corso del 2017 i protesti nel nostro Paese hanno fatto registrare un vero e proprio crollo. Ad indicarlo è stato un rapporto elaborato da Unioncamere e Infocamere basato sui dati raccolti dalle Camere di Commercio, secondo il quale nel corso dell’anno, sono stati protestati quasi 513 mila effetti, tra assegni e cambiali, per un controvalore pari a circa 829 milioni di euro. Si tratta di un calo vistoso, nell’ordine del 37%, se solo si pensa che nel 2016 l’entità dei protesti aveva quasi raggiunto la quota di 1,3 miliardi di euro.

A guidare la classifica regionale è il Lazio, ove il numero degli scoperti si attesta a quota 88.690, seguito da Lombardia (77.627) e Campania (76.062).

Le cambiali restano i titoli più protestati in assoluto, anche se fanno registrare tra il 2015 e il 2017

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Sono sempre di più in Italia i nonni che aiutano i nipoti

La situazione economica e sociale del nostro Paese non è delle più floride. Nel corso degli ultimi anni, infatti, alla crisi economica si è saldata la vera e propria rivoluzione in atto nel mondo del lavoro, con la perdita di potere d’acquisto dei salari e la diffusione di forme contrattuali sempre più flessibili, se non del tutto precarie.

A risentire in maniera maggiore di questa situazione sono stati i più giovani, i quali incontrano difficoltà sempre più forti ad entrare nel mondo del lavoro, come del resto è facilmente deducibile dalle statistiche.

A fronte di queste difficoltà va registrato l’intervento sempre più diffuso dei nonni in soccorso dei nipoti, tanto che molti analisti non esitano a definire proprio la famiglia come il più grande ammortizzatore sociale oggi esistente nel nostro Paese. Anche in questo caso sono le statistiche

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